Miss LIZ

Pensieri Parole Opere e Ossessioni
venerdì, 27 febbraio 2009

I GELATI SONO BUONI

Chissa' a cosa associo io il gelato ma l'unica volta che t'ho sognato bene, che mi venivi a prendere e mano nella mano andavamo a prendere il gelato cioccolato e pistacchio tutti e due insieme al tuo amico che te dicevi...no non e' matto e' un puro, ecco solo quella volta li' t'ho sognato che eri tranquillo e innammurato, poi tutte le altre volte eri sfuggente, anzi andavi via e io sapevo che eri andata perche' voltandomi non ti vedevo piu'...un po' come quello che succedeva nella vita reale, ti accompagnavo a casa e po non ti vedevo piu'. Una volta pero' nell' ultimo sogno che ho fatto su di te non mi sei piaciuto, volevi sessualeggiare trattandomi da puta a forza e quindi sta cosa m'aveva infastidito.
Poi non t'ho piu' sognato se non sta notte, dovevi vedere che faccia blu che avevi...ah ah ah.
io del resto sta amttina con sto sogno m'ha allietato al giornata parecchio, che tu lo sai io vivrei dormendo e sognando lasciatemi li' nel mio mondo virtuale che io sto bene.
In pratica ero nella via in cui son cresciuta da piccola, all'angolo del palazzo; io sto seduta  per terra all'inzizio della  via delle merde, cosi' la chiamavamo da piccole, perche' tutti portavano da un certo punto in poi i cani a scagagliare che li' dal palo della luce c'era dell'erbetta, non so con chi stavo parlando, ma di fianco a me c'era Vittoria.
Sento e vedo con la coda dell'occhio uno che arriva e si mette in peidi  dietro di me a gambe aperte.
Riconosco i jeans, era lui.
Eccolo e' arrivato...dico io.
Mentre saluta la balotta fa l'asino e mi stringe le braccia tra le ginocchia dondolandomi a destra e a sinistra,  non so come spiegartelo bene, dovrei fartelo vedere o farti un disegnino..poi si appoggia con le mani e mi fa sentire tutta la sua presenza sulle mie spalle.
Poi si china sul mio lato sinistro   e mi guarda.
Gli occhi brillano specchiandosi nei miei e il binomio col suo sorriso mi squaglia,  a me basta gia' cosi' per capire come sarebbe finita e che se non era pieno intorto eravamo insieme da ben poco.
Non ti ho nemmeno salutato, mi dice lui coglionandomi e sussurrandomelo in un orecchio per avere la scusa di stare il piu' possibile vicino alla mia guancia senza farsi troppo notare dagli altri.
Mi da una serie di bacini facendo finta di dirmi qualcosa all'orecchio di personale e io devo rimanere abbastanza impassibile, e dovevo contenere l'eccitazione del momento.
Che progetti avete per dopo? mi chiede, ma in realta' di quello che facevano gli altri poco importava.
Ah io vado a prendere il gelato, dico con un tono sopra le righe.
Lui mi guarda, mi piglia ancora in giro, e mi dice
Bene! Perfetto ottima idea, poi pero ce lo andiamo a mangiare in casa mia.
E io ho adorato questa intraprendenza, mista a presa di posizione, mista a decidi tu anche per me.
E mentre ero imbriaca di lui, Vittoria mi tira una gomitata.
Veh chi c'e' che s'e' visto tutta la scena di voi due che stavate tubando.
Io mi giro non avendo la minima idea di chi potesse essere e in quel che una volta era un negozio di granaglie c'era un bar con le porte aperte e vedo te quasi blu tutto stizzito  che stavi rodendo  dalla gelosia, e sai da cosa l'ho notato? da come mordevi la brioches al cioccolato.
Non ti ho nemmno salutato, e nemmeno tu l'hai fatto che mi guardavi gia' da chissa' quanto.
Io mi son rigirata verso di lui,
beh allora andiamo  a ''spalmarci''  sto gelato...?


 

 

 

postato da MissLIZ alle ore 11:16 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: sogno, gelati, ammore, senza nome, verdognolo, thats ammore


martedì, 16 dicembre 2008

Mossa obbligata

A sto giro mi son frullate come due eliche.
Non so bene perche', tu a sto giro non hai fatto piu' di tanto, hai fatto anche di peggio, sara' che ero li' al tavolo senza far niente sorseggiando una birra media che piu' che sorseggiare parevo           un' idrovora e il tempo non passava piu'
Parlare con te e' un impresa.
Eppure con le altre pondgazze sei sempre li' ci ci ci...ci ci ci...ci ci ci...che cazzo avrai poi da dire?
Gia' la settimana scorsa nell'accompagnarti a casa avrei aperto lo sportello dell' auto e ti avrei scaraventato fuori se non fosse stato per la presenza di Vittoria.
Non puo' esserci un danno e anche una beffa...non puoi entrare in macchina e subito appoggiarti sulla mia spalla, non puoi  dirmi come se stessi dicendo Mi dia un etto di ricotta al salumiere ''beh Liz io ti venererei volentieri'' e mi accarezzi i rossi adesso capelli.
Parli con me?
Ti ho detto, che magari parlavi con Vittoria.
Certo che parlo con te...con te...e con chi dovrei parlare... Com'e' che sei sempre cosiiiii'.... con me?
Cosi' come? Non ho detto niente!
Gne gne gne gne gne.
Mavaffanculo va'...Eccheccazzo ne so se stai parlando con me e specialmente se non mi stai prendendo per il culo? mi parli sempre mentre io sto guidando e guardo la strada, non posso capire a chi ti stai rivolgendo e se stai mentendo.
Ah, questo Liz, se mento o no, non lo potrai mai sapere!
E invece si'...se ti guardo fisso negli occhi c'e' una buona probabilita' di capirlo.
Fermati Liz, e guardalo negli occhi!!!
Mi scanzona Vittoria.
Andate a cagare tutti e due.... va mo' la'.
Ho acceso lo stereo, dalle casse la voce di Enzo mi rassicurava.
Guardavo fuori dal finestrino cercando di non ascoltare i discorsi tra te e Vittoria invano, o almeno per non intervenire. Guardavo il nulla perche' non potevo parlare liberamente, perche' non potevo pretendere niente.
L'ultima volta invece, c'avevi  una faccia smaronata e la scusa e' che sei stanco e che hai la febbre.
Anche io avevo la febbre, avevo due tonsille che se avessi potuto me le sarei strappate via...eppure ero li'.
Liz, senti se ti piace questo brano.
Io ascolto.
Bello! di chi e'?
E' mio.
Non avevo alcun dubbio fosse tuo, cazzo te ne frega di un brano di un altro? Mai chiesta una condivisione di parere.
Dopo io vado in bagno e mentre ritorno tu sei seduto al mio posto vicino a Vittoria.
Inchiodavi Vittoria forse?
Smarmitti col telefonino, tutta la sera ricevevi messaggini e ti scappava una risatina su ognuno e una risposta in pieno sbattimento, non certo di quelle che mandi a me  SI/NO/OK.
Gia' quei messaggini mia vevano urtato parecchio era come se ripetutamente uno graffiasse la lavagna dei miei istinti.
Essendoti quindi seduto al mio posto, io mi metto in quello sucessivo, cioe' vicino a te.
Per un momento te lo giuro, ho pensato volessi farlo apposta per parlare  un po' con me, e quindi ho dato il La.
Non e' male il pezzo.
E non era una bugia, e ho continuato...
Sai ho sentito anche quello sul sito, quello dei violini stonati...l'altro non sono riuscita ad aprirlo...ma sai quando l'ho sentito l'anno scorso sono stata proprio felice per te.
La tua risposta e' stata un cenno col capo condito da un sorriso di circostanza poi girandoti  hai detto come quando non ascolti e pensi ai cazzi tuoi a prescindere...
Questa citta' fa schifo....e' orribile.
O una cosa del genere.
Si e' vero...fa abbastanza schifo...ma sta sera non ti puoi lamentare c'e' gente...sei tu che sei giu di calendario....e vero o no?
E' vero.
Ti sei alzato e hai raggiunto il tuo amico.
Sai, e's tato l'i che ho visto tutto l'entusiasmo che ci metto nelle cose andare in fumo.
Io ho visto come l'iceberg sul quale ho sbattuto e sono affondata.
Io ero li'...sempre li'.
Neve vento pioggia grandine...gioia tristezza salute malattia io ero li' e tu no.
Hai ripreso in mano il telefono, un altra risatina sul messaggio arrivato da chissa' chi,e come un toro che gli si sventola il drappo rosso davanti non c'ho piu' visto.
Mi e' sceso e imeersonificato in me  l'incazzo  degli dei.
Io che non avevo scelta, dovevo venire da te e non andare al concerto di Enzo che suonava fuori Bologna, ho guardato l'orologio, ore 23,30 e ho deciso che era ora che dovevo abbandonarti per la prima volta.
Avevo il volto Blu, mi sono infilata il montone nero con la rabbia di chi si deve mordere la lingua per stare calma ...
Deficente sei proprio una deficente...una deficente...lui stronzo tu deficente.
Era in bel concerto quello di Enzo, mi sarei divertita parecchio, mentre invece ero li' con le cambe accavallate a bere una birra di merda e guardare il soffitto ascoltando una musica bella quanto vuoi ma di cui non me ne poteva fottere un cazzo.
Vedendo la mossa sarai sceso dall'Olimpo e ti sei messo a fianco di una perdente chiedendogli...
Dove andate???
Manco te ne fottesse, magari forse ti rugava che mi portassi via Vittoria, mica per me.
HO DA FARE.
Ti ho detto cosi'.Il mio sorriso era teso come tutti i muscoli del collo, e il tuo di sorriso era di uno che incassa bene e nei sottotitoli c'era ''Puttana...vai a scopare''
Il mio cuore in quell'istante ti posso assicurare era congelato.
Sono uscita imprecando contro qualsiasi cupido e maledicendomi per aver scelto di essere li' quella sera.
Ma stavo andando da Enzo, anche se sapevo che era ugualmente scacco matto.
postato da MissLIZ alle ore 14:26 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: concerti, ammore, senza nome, durga


mercoledì, 29 ottobre 2008

Senza Nome

Una piazza di una citta' medioevale, sempre all'imbrunire, ma non e' la mia.
Cammino e guardo i ciotoli incastonati nel terreno.
E' un giorno scialbo, non accadra' nulla se non il passaggio dell' odore delle castagne arrostite.
Qualcuno, qualcosa mi tira il giubotto di jeans.
Tu conosci il mio papa' vero?
Mi giro e mi tocca guardare in basso.
Vedo una bimba di  cinque o sei anni vestita di rosso cardinale e giallo.
E chi sarebbe il tuo papa? Non so se lo conosco...
Mi fa il tuo nome e cognome al che' sentire il tuo nome e cognome abbianto alla parola papa' mi fa girare la testa.
Certo che lo conosco....perche'?
Perche' devo andare da lui a dirgli che sono sua figlia, tu sai dove abita?
Certo che so dove abita, ma perche' lo chiedi proprio a me?
Perche' ero certa che tu mi avresti aiutato.
E tua madre?...Dov'e'?
Mi ha messo in collegio, non mi ha voluto, io non me la ricordo piu'....Lo sai che io ho letto tutto il Kamasutra?
Cosa hai fatto te?
Ho letto tutto il Kamasutra perche' la Suora a me diceva che ero nata sotto a un cavolo e io non ci credevo.
Da li' ho pensato che fosse proprio figlia tua.
Ma non e' un libro da leggere per bambini, ci sono cose che vanno lette quando sei grande e poi se vogliamo ci sono anche delle belle baggianate li' dentro.
Volevo scoprire come sono nata, perche' hanno detto che la mamma ha preso il seme di papa'  e se lo e' spalmato nella pissarina.
Sono sconvolta e imbarazzata. La prendo per mano.
Vabbeh..lasciam stare, vieni con me, te non leggere quelle cose, dammelo subito quel libro che adesso ti compro un libro di favole che e' meglio.
Ma a te piace il mio papa'?
Che domanda e'?
Lo so che ti piace il mio papa'....il mio papa' piace a tutte mi hanno detto...ah ah ah.
A me NO! Sei una bella birba sai?
E dire che mi piacerebbe averti come mamma.
Beeeh diciamo che anche tu sei simpatica e sveglia  e al limite mi piecerebbe averti come figlia.
Allora quando mi porti da papa' poi lo sposi, e risolviamo tutto...okkei?
Non e' cosi' facile...hem...come ti chiami?

postato da MissLIZ alle ore 17:01 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: bambini, strange, senza nome