A sto giro mi son frullate come due eliche.
Non so bene perche', tu a sto giro non hai fatto piu' di tanto, hai fatto anche di peggio, sara' che ero li' al tavolo senza far niente sorseggiando una birra media che piu' che sorseggiare parevo un' idrovora e il tempo non passava piu'
Parlare con te e' un impresa.
Eppure con le altre pondgazze sei sempre li' ci ci ci...ci ci ci...ci ci ci...che cazzo avrai poi da dire?
Gia' la settimana scorsa nell'accompagnarti a casa avrei aperto lo sportello dell' auto e ti avrei scaraventato fuori se non fosse stato per la presenza di Vittoria.
Non puo' esserci un danno e anche una beffa...non puoi entrare in macchina e subito appoggiarti sulla mia spalla, non puoi dirmi come se stessi dicendo Mi dia un etto di ricotta al salumiere ''beh Liz io ti venererei volentieri'' e mi accarezzi i rossi adesso capelli.
Parli con me?
Ti ho detto, che magari parlavi con Vittoria.
Certo che parlo con te...con te...e con chi dovrei parlare... Com'e' che sei sempre cosiiiii'.... con me?
Cosi' come? Non ho detto niente!
Gne gne gne gne gne.
Mavaffanculo va'...Eccheccazzo ne so se stai parlando con me e specialmente se non mi stai prendendo per il culo? mi parli sempre mentre io sto guidando e guardo la strada, non posso capire a chi ti stai rivolgendo e se stai mentendo.
Ah, questo Liz, se mento o no, non lo potrai mai sapere!
E invece si'...se ti guardo fisso negli occhi c'e' una buona probabilita' di capirlo.
Fermati Liz, e guardalo negli occhi!!!
Mi scanzona Vittoria.
Andate a cagare tutti e due.... va mo' la'.
Ho acceso lo stereo, dalle casse la voce di Enzo mi rassicurava.
Guardavo fuori dal finestrino cercando di non ascoltare i discorsi tra te e Vittoria invano, o almeno per non intervenire. Guardavo il nulla perche' non potevo parlare liberamente, perche' non potevo pretendere niente.
L'ultima volta invece, c'avevi una faccia smaronata e la scusa e' che sei stanco e che hai la febbre.
Anche io avevo la febbre, avevo due tonsille che se avessi potuto me le sarei strappate via...eppure ero li'.
Liz, senti se ti piace questo brano.
Io ascolto.
Bello! di chi e'?
E' mio.
Non avevo alcun dubbio fosse tuo, cazzo te ne frega di un brano di un altro? Mai chiesta una condivisione di parere.
Dopo io vado in bagno e mentre ritorno tu sei seduto al mio posto vicino a Vittoria.
Inchiodavi Vittoria forse?
Smarmitti col telefonino, tutta la sera ricevevi messaggini e ti scappava una risatina su ognuno e una risposta in pieno sbattimento, non certo di quelle che mandi a me SI/NO/OK.
Gia' quei messaggini mia vevano urtato parecchio era come se ripetutamente uno graffiasse la lavagna dei miei istinti.
Essendoti quindi seduto al mio posto, io mi metto in quello sucessivo, cioe' vicino a te.
Per un momento te lo giuro, ho pensato volessi farlo apposta per parlare un po' con me, e quindi ho dato il La.
Non e' male il pezzo.
E non era una bugia, e ho continuato...
Sai ho sentito anche quello sul sito, quello dei violini stonati...l'altro non sono riuscita ad aprirlo...ma sai quando l'ho sentito l'anno scorso sono stata proprio felice per te.
La tua risposta e' stata un cenno col capo condito da un sorriso di circostanza poi girandoti hai detto come quando non ascolti e pensi ai cazzi tuoi a prescindere...
Questa citta' fa schifo....e' orribile.
O una cosa del genere.
Si e' vero...fa abbastanza schifo...ma sta sera non ti puoi lamentare c'e' gente...sei tu che sei giu di calendario....e vero o no?
E' vero.
Ti sei alzato e hai raggiunto il tuo amico.
Sai, e's tato l'i che ho visto tutto l'entusiasmo che ci metto nelle cose andare in fumo.
Io ho visto come l'iceberg sul quale ho sbattuto e sono affondata.
Io ero li'...sempre li'.
Neve vento pioggia grandine...gioia tristezza salute malattia io ero li' e tu no.
Hai ripreso in mano il telefono, un altra risatina sul messaggio arrivato da chissa' chi,e come un toro che gli si sventola il drappo rosso davanti non c'ho piu' visto.
Mi e' sceso e imeersonificato in me l'incazzo degli dei.
Io che non avevo scelta, dovevo venire da te e non andare al concerto di Enzo che suonava fuori Bologna, ho guardato l'orologio, ore 23,30 e ho deciso che era ora che dovevo abbandonarti per la prima volta.
Avevo il volto Blu, mi sono infilata il montone nero con la rabbia di chi si deve mordere la lingua per stare calma ...
Deficente sei proprio una deficente...una deficente...lui stronzo tu deficente.
Era in bel concerto quello di Enzo, mi sarei divertita parecchio, mentre invece ero li' con le cambe accavallate a bere una birra di merda e guardare il soffitto ascoltando una musica bella quanto vuoi ma di cui non me ne poteva fottere un cazzo.
Vedendo la mossa sarai sceso dall'Olimpo e ti sei messo a fianco di una perdente chiedendogli...
Dove andate???
Manco te ne fottesse, magari forse ti rugava che mi portassi via Vittoria, mica per me.
HO DA FARE.
Ti ho detto cosi'.Il mio sorriso era teso come tutti i muscoli del collo, e il tuo di sorriso era di uno che incassa bene e nei sottotitoli c'era ''Puttana...vai a scopare''
Il mio cuore in quell'istante ti posso assicurare era congelato.
Sono uscita imprecando contro qualsiasi cupido e maledicendomi per aver scelto di essere li' quella sera.
Ma stavo andando da Enzo, anche se sapevo che era ugualmente scacco matto.