Una piazza di una citta' medioevale, sempre all'imbrunire, ma non e' la mia.
Cammino e guardo i ciotoli incastonati nel terreno.
E' un giorno scialbo, non accadra' nulla se non il passaggio dell' odore delle castagne arrostite.
Qualcuno, qualcosa mi tira il giubotto di jeans.
Tu conosci il mio papa' vero?
Mi giro e mi tocca guardare in basso.
Vedo una bimba di cinque o sei anni vestita di rosso cardinale e giallo.
E chi sarebbe il tuo papa? Non so se lo conosco...
Mi fa il tuo nome e cognome al che' sentire il tuo nome e cognome abbianto alla parola papa' mi fa girare la testa.
Certo che lo conosco....perche'?
Perche' devo andare da lui a dirgli che sono sua figlia, tu sai dove abita?
Certo che so dove abita, ma perche' lo chiedi proprio a me?
Perche' ero certa che tu mi avresti aiutato.
E tua madre?...Dov'e'?
Mi ha messo in collegio, non mi ha voluto, io non me la ricordo piu'....Lo sai che io ho letto tutto il Kamasutra?
Cosa hai fatto te?
Ho letto tutto il Kamasutra perche' la Suora a me diceva che ero nata sotto a un cavolo e io non ci credevo.
Da li' ho pensato che fosse proprio figlia tua.
Ma non e' un libro da leggere per bambini, ci sono cose che vanno lette quando sei grande e poi se vogliamo ci sono anche delle belle baggianate li' dentro.
Volevo scoprire come sono nata, perche' hanno detto che la mamma ha preso il seme di papa' e se lo e' spalmato nella pissarina.
Sono sconvolta e imbarazzata. La prendo per mano.
Vabbeh..lasciam stare, vieni con me, te non leggere quelle cose, dammelo subito quel libro che adesso ti compro un libro di favole che e' meglio.
Ma a te piace il mio papa'?
Che domanda e'?
Lo so che ti piace il mio papa'....il mio papa' piace a tutte mi hanno detto...ah ah ah.
A me NO! Sei una bella birba sai?
E dire che mi piacerebbe averti come mamma.
Beeeh diciamo che anche tu sei simpatica e sveglia e al limite mi piecerebbe averti come figlia.
Allora quando mi porti da papa' poi lo sposi, e risolviamo tutto...okkei?
Non e' cosi' facile...hem...come ti chiami?
Ma non so se ti ricordi, quando sei venuto nel mio ufficio e io avevo la giacca grigia, io me lo ricordo bene perche' non la emetto quasi mai, anzi in ufficio fortunatamente anche se muovo pezzi da 99 posso andare vestita come mi pare e piace, che i pezzi da 99 s'immaginano chissa' che con la mia voce suadente e invece io adesso per esempio ho una paio di scarpe da tennis bianche da 10 euro coi saldi, calzetti di spugna grigi, i pantaloni neri di cotone che usavo per fare yoga comprati per tre euro dai pachi e una maglietta nera a maniche corte con una stella azzurra luccicante con su scritto Have Fun, per dire eh, ma quel giorno avevo la giacca grigia mentre tu volevi andare lontano.
Mi hai detto mentre attraversavamo sulle striscie pedonali e il semaforo era ancora rosso: ''Come sei elegante oggi, stai bene con quella giacca'' che ho fatto apposta, il grigio e' il colore del tuo segno zodiacale.
Ti porto a prendere il caffe, che paghi te, ma non ti porto nel bar di tutti i giorni che non ci si puo' sedere, siamo andati in quell' altro.
Parliamo del fatto che avevi grandi progetti e poi in uno dei tuoi deliri hai pure detto: ''Se le cose vanno come dico io....ce n'e' anche per te'' che detta cosi' pare Kamasutra Mon Amour, ma invece si parlava di un incarichino spicciolo quasi contabile, e forse proprio per quel discorso di progetti in cui si immaginava un imminente futuro prossimo io, mi son creduta in tutt'altre vesti con te e mi e' venuto un sentimentalismo che se facessi una recita e ci mettessi sta frase qui alla fine piangerebbero tutti (ma tu no-ovvio) e ho detto, ma e' vero:
''a me non me ne frega di niente, della carriera, di diventare qualcuno, dei riconoscimenti, di arrivare chissa' dove, io vorrei una cosa che o arriva da se' oppure niente..... vorrei un uomo da amare ed essere corrisposta e con lui avere un figlio..... certo il minimo indispensabile per campare, ma quello che voglio non lo posso costruire deve venire da se'....ma evidentemente chiedo troppo e ho anche le mani legate....''
e Tu ignaro dei miei sogni a nuvoletta sulla testa dove eri proprio tu il soggetto il complemento e il verbo e via discorrendo, sorridendo mi hai risposto:
''Beh magari Liz se proprio vuoi fare un bambino ci possiamo lavorare...per la materia prima ti posso aiutare io ...''
Ecco vedi quando mi pigli per il culo mi fai incazzare.
..oh non e' che quella volta dicevi sul serio?
No perche' se dicevi sul serio torna qui subito.
Dicevi sul serio?
Seduto in quel caffe' tu non pensavi a me


e non vorrei che tu stessi pensando che non mi piacciono i bambini.
Ultimamente quando ne vedo uno c'e' come una specie di complicita'.
Piu' piccolo e' e piu' ci capiamo.
I bambini mi inteneriscono, poi pero' mi chiedo come potrei farne uno, sempre che ci riesca.
Gia Molly, si sveglia alla mattina alle cinque e mezza e inizia a fare casino che nemmeno la Dada e Skin la possono sopportare a quell'ora.
Inizia che gioca con qualsiasi cosa, penne, scarpe, giabatte...le tira per aria poi le fa cadere, per poi ridarci una zampata, sale sulla tastiera del pc e gioca col mouse.... fino a che non cade per terra e io che ho il sonno leggero mi alzo e le bisbiglio:
''Molly! Giu'...vieni giu' Molly...Giu'''
Lei emette un gridolino circa cosi'...smu-ru-miau e io penso di continuare a riprendere sonno e invece no, lei risale sulla cassettiera in midollino e si fa le unghie fino a che ancora la solita solfa: ''Molly...Giu'....Giu'''
Non conta, lei e' una spaccamaroni geneticamente modificata sotto le sembianze di una gatta.
Alla fine, dopo tre volte che la sgrido, mi alzo, ma lei corre via e si nasconde per cui la devo andare a cercare e scovare sotto al letto, fino a che non la prendo e la chiudo fuori dalla stanza.
Non basta. Lei vuole entrare, e' l'unica cosa che vuole alle 5 e mezza di mattina e quindi sento di nuovo smiao smaramiao smiao e delle gran grattate nella porta di legno...
E allora mi chiedo cosa farei se avessi un bambino?
Tu ronferesti di brutto al massimo bisbglieresti un ''Per cortesia dormi!'' e io aggiungerei '' Qui e ora''.
Se avessi un figlio.....? lo vedo gia' ..una bimba riccia dagli occhi neri.
Come la chiamiamo? Non ne ho idea, non ci ho mai pensato perche' e' sempre stata un' utopia.
Si' dai, con te ce la potrei ancora fare, anche se ne avrei poi due, l'altro come sai bene saresti tu.