Domenica la passo tutto il giorno a dormire, dovevo ancora riprendermi dal virus che mi ha devastato da mercoledi' in poi, mi sveglio alle sei e alle sette dovevo essere in un locale con Shakti e la Marta per bere un birrino e nel contempo vedere la mostra di quadri pop di un mio amico che esponeva in quel locale..
Mi vesto con una maglietta di cotone marrone scuro, pantaloni di velluto verde militare, stivali neri comodi e una giacchetta scozzese marrone a quadri un affarone di seconda mano, sono un po' english ma anche molto anonima.
Facciamo delle chiacchiere, la Marta dopo un po' se ne va, io mi giro e mi pare d'avere una apparizione della madonna di Fatima.
Shakti...oddio....non ci credo..
Shakti si volta mi guarda e si mette a ridere.
Era da un po' che non lo vedevo.
L'ultima volta che ci siamo visti, passando tra il bancone e il muro si soffermo' sul mio decolte' .
Ero un po' agressive, invece della solita canotta avevo un bustino nero con un filo di raso rosa a decorare il balcone ancora in fiore.
Il suo occhio dall'alto del metro e novanta si appoggia sul balcone in mezzo ai due mondi.
Eccheccazzo....Si pero' Liz tu sta sera...non puoi vestirti cosi' quando ci sono io!
Poi sapendo che in genere quando mi fa certi apprezzamenti m'incazzo, ma m'incazzo solo con lui, gli altri possono dirmene anche di tutti i colori che non li sento, quindi si corregge un attimino
Si' pero' VOI DONNE sta sera...
E in quel momento le orecchie mi si son tappate e non ho capito bene cosa avesse detto ma insomma era un volgarmente si' pero' con ste du zinne io te zompo addosso .
Io che non sopporto quel ti zomperei ma non ti zompo l'ho spostato gentilmente prendendolo per un braccio e accompagnandolo verso l'uscita,
Vai vai vai...ecco Vai...ce ne sono delle altre per cui vai a far l'asino con altre.
Tutte le altre volte che lo mandavo a spenderementre lui, secondo lui era carino, diceva sempre col sorriso sulle labbra ''eh la Liz mi tratta male....''
Sta volta invece s'e' girato incazzato pure lui, c'aveva la fronte aggrucciata di chi non capisce e mi son detta, sta a vedere che mica fa tanto l'asino sto qui alla fin fine,
Insomma Liz perche' mi devi sempre trattare cosi' d a m e r d a se ti faccio un complimento??? Tutte le volte che sono carino con te..tu mi tratti male!!!
Pareva un bambino appena sgridato dalla mamma, un bambino che non capisce il perche' e' punito.
Io a quella faccia mi son messa a ridere
Ma dai non e' vero (rido) non ti sto trattando da merda...e' solo che....
E invece Si!! Mi tratti malissimo.... io non lo so....
Poi si gira e se ne va'.
Lo adoro quando riesco a tirargli fuori il suo lato piu' spontaneo, quando riesco ad entrare da una costola e toccargli l'ego smisurato.
E' che e' cosi', se voglio un qualcosa io scappo o l'allontano.
Avevo deciso quindi che se ci fosse stata una prossima volta non avrei ringhiato e avrei cercato che le sue parole mi scivolassero addosso dato il peso specifico che avevano.
Arriva verso di noi, ci saluta.
Io ancora incredula.
Beh? Che ci fai tu qui?
Sono venuto perche' mi ha chiamato Antonio...
Poi si gira a salutare questo e quell'altro..
Dopo un po' lo vedevo sull' agitato e che si guardava intorno, stava decidendo.
Arriva sparato verso di noi.
Fatemi venire un po' in mezzo a voi.
S'intrufola tra le due sedie e si mette in chinino tra me e Shakti.
Io me ne stavo a braccia conserte e non riuscivo a direpiu' una parola, e forse non la volevo dire, che magari arrivava fuori il pungiglione senza volere.
Parlava Shakti per me.
Lui mentre parlava e rispondeva a Shakti teneva appoggiata la guancia sul mio braccio.
Finche' mi sta lontano posso controllarmi, non so che succede, ma quando s'avvicina io non capisco piu' nulla, non riesco nemmeno a parlare.
Ogni tanto mi guarda come per dire...ho la mia faccia spiattellata sul tuo braccio Liz te ne sei accorta vero? Ce la rimetto.
Si sfrega contro la mia giacchetta a quadri english mentre un dj mette su del norther soul.
Poi sento una mano che per un attimo gentilmente plana e mi accarezza la coscia, mi si ferma il respiro.
Raddrizzo la colonna vertebrale e lo guardo come per dire cazzo fai?
E non so veramente che cosa sia, ma ci guardiamo e abbiamo gli occhi che ridono, in effetti ci prendiamo per il culo a vicenda da una vita o forse da due, e' questo che ci piace fare.
Aveva gia' la scusa pronta perche' io non potessi dirgli niente.
Ops Scusa Liz, ti ho sfiorato una gamba? E' che mi stavo alzando in piedi e niente...ma no ...non volevo eh?!?
Ho guardato quell'immenso figlio e non si puo' dire di buona donna, pace all'anima sua, ma che ti devo dire quando ci guardiamo negli occhi e come se ci appartenessimo da sempre, noi con gli sguardi ci facciamo all'amore.
Anche quella notte che guidavo e lo accompagnavo a casa, io con una mano sul volante e l'altra sul cambio, e la sua sui miei pantaloni nocciola. Io continuavo a guidare stando attenta a non sbattere da qualche parte. Avrebbe dovuto dirmi in quel momento Liz accosta e avrebbe dovuto prendermi con la forza e tirarmi un bacio da morire e invece in silenzio aveva preso ad accarezzarmi i capelli facendosi passare la seta tra le sue dita.
Arrivati al bar per la colazione, per attraversare la strada, si volto' e mi prese per mano.
Mamma mia, quella e' stata la notte piu' bella della mia vita, te lo giuro, se uno mi chiede di ricordare il momento piu' bello della mia vita e' stato quello li', mano nella mano e io a tre metri con cuore da terra e lui che mi teneva stretta a se'. Non siam mai sbocciati questo e' il guaio.
Poi si alza e poi torna.
Liz poi per quella cosa la' non ti ho detto nulla perche' non se n'e' fatto niente, non sto bene e' inutile che mi prenda degli impegni se poi non riesco a dare nulla, ma a dicembre direi che ricomincio.
Non dico nulla, certo stavo aspettando una risposta, ma oramai so come e' fatto.
Beh la sera continua, la Kavalla che prima era con il suo ragazzo e si smaronava parecchio adesso rimane con la sua amica ed assume atteggiamenti da gatta in calore, quelle risatine, quello scossarsi a tempo di musica, quello sventolarsi con le mani quando invece fa un freddo boia, lei che e' sempre impalata alla vista di Lui, la Kavalla si rianima.
La serata svolge al termine io finisco la birra , la Kavalla se ne esce con la sua amica sperando forse di fare ancora un po' di conversazione fuori dal locale e magari accompagnarlo a casa, lui si siede al nostro tavolo, a questo punto mi vien da dire che volesse sfuggire alle avances della Kavalla.
Ci racconta che e' stanco, che cambia casa perche' quella che ha e' stretta e che..... vuole un armadio piu' grande per permettere alla sua donna di lasciare qualche vestito quando va da lui.
Io li' muoio ma mi riprendo, pensavo gia' a un pargolo in arrivo o al matrimonio, torna la lucidita' e lo sgamo.
Di' bene che non sai dove mettere le chitarre, mica che vuoi l'armadio piu' grande.
Hem...he he...Le chitarre........ e gli ampli.....e anche i libri.
Sorride per aver detto la boiata del secolo, quella dell'armadio intendo, che si vuol convincere anche lui che quella e' la donna della sua vita, ma e' solo abitudine. Lui non la ama, l'ho osservato bene l'ultima volta.
Shakti gli dice che sta prendendo lezioni di batteria.
Io dico che la sto aspettando per formare un gruppo.
Shakti va in bagno e ci lascia soli.
Se mettete su un gruppo posso essere il vostro primo groupie? Un groupie a sfondo sessuale?
Certo! Come no, quando t' inginocchierai ai miei piedi e mi supplicherati a carponi di voler essere il mio cane...come nella canzone dii Iggy Pop, hai presente no? beh..c'e' caso. Why not!
Sono stata brava, non gli ho risposto male.
Lui si ferma per un istante a guardarmi mentre io cerco l'equilibrio della mente. Mi parlava di armadio un secondo fa per la sua donna e adesso mi parla di sesso.
Non lo guardo.
All'improvviso sento la sua mano scivolare sulla mia guancia infuocata, una carezza che mi attraversa dolcemente il viso ma che in realta' fa eco su tutto il corpo, non mi muovo guardo fisso davanti a me. Lui torna in se', forse non sa nemmeno lui perche' l'ha fatto, si alza si schiarisce la voce e se ne esce fuori.
Ieri ripensando a quella carezza che aveva in se' tutto il suo abbandono e tutta la sua dolcezza, mi son chiesta se fosse stato un sogno, perche' era troppo.
Insomma, questo c'ha le uova, la farina, il latte e il burro e non riesce a metterle insieme nella sua testa per fare una torta?
Non e' possibile, piu' passa il tempo e piu' mi convinco che gli deve venire una folgorazione, oppure a me viene un infarto.
Ecco perche' sto cosi' rincoglionita oggi.
E anche ieri.
Ci rivedremo presto.